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Tumori e Alimenti Acidi

L'argomento "consumo di alimenti ad elevata componente acida ed insorgenza di tumori" è molto in auge. 

Premettendo che noi siamo ciò che mangiamo e il nostro organismo in toto riflette lo stile di vita che conduciamo.

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Premettendo anche che è assolutamente realistico che riducendo fortemente l’assunzione degli alimenti a forte componente acida citati in questo post, a favore di quelli che “sono alcalini” e facendo la giusta attività fisica è possibile aver meno probabilità di imbattersi in questa (ed in altre) patologie, ecco, fatte queste premesse se poi mi viene chiesto cosa ne penso a proposito dell’affermazione di questo post: “La causa PRINCIPALE del cancro fu scoperta nel 1931 ….ecc.”

NO. A MIO PARERE C’È UN ENORME FRAINTENDIMENTO.

Ad oggi posso dire che, purtroppo, non c’è una “causa principale” alla quale poter attribuire lo scatenarsi del terribile male.

Il Prof. Otto Warburg fece molti studi sull'atteggiamento metabolico delle cellule tumorali (di tale rilevanza che gli fu riconosciuto il tanto ambito premio Nobel…ma non per la “scoperta sulla causa principale del cancro”, bensì per aver scoperto che le cellule tumorali avevano una velocità nel procedere con la glicolisi 200 volte maggiore rispetto alle cellule sane e per essersi accorto che tali cellule tumorali non resistevano ad un pH elevato (quindi ad un ambiente alcalino). Mi sembra un pochino azzardato poter affermare, da queste scoperte, che introducendo alimenti alcalini (contrastando quindi il pH acido tipico delle cellule tumorali) si possa eliminare la causa principale del cancro.

Per poter realmente e scientificamente dimostrare un fatto del genere bisognerebbe eseguire degli studi qualitativamente e quantitativamente più approfonditi, che al momento non ci sono!

Immagina che i valori del pH del nostro organismo devono mantenersi entro un range molto molto ristretto. La scala del pH va da 0 (acido estremo) a 14 (alcalino o basico estremo). Ogni punto in più o in meno equivale a un incremento di 10 volte, per cui l’acidità di un pH a livello 5 è 10 volte più alta dell’acidità di un pH a livello 6. Il sangue può oscillare tra 7,30 e 7,45 (lievemente basico), i liquidi organici si aggirano sul 7,1, i succhi pancreatici intorno all’8,8, mentre i livelli si abbassano molto nello stomaco fino ad arrivare a 1,5-3. L’elevata acidità (pH molto basso) dei succhi gastrici (data dalla presenza cospicua di acido cloridrico) è fondamentale per favorire la digestione di alcuni alimenti ed ha un’importante azione antimicrobica (chi ha succhi gastrici con bassa concentrazione di questo componente spesso si imbatte in infezioni del tratto gastrointestinale. Quando introduciamo un alimento con forte componente acida (pomodoro, spremuta d’agrumi) o alcalina (bicarbonato di sodio) immediatamente intervengono meccanismi di compensazione per permettere al pH del sangue di rimanere intorno a 7,35-7,4.

QUINDI, CREDO SIA VEROSIMILE AFFERMARE CHE UN SOGGETTO METABOLICAMENTE SANO (LE CUI FUNZIONI DEGESTIVE SONO GARANTITE AL MEGLIO) È IN GRADO DI SOSTENERE L’INTRODUZIONE ANCHE DI CIBI A FORTE COMPONENTE ACIDA. È altrettanto verosimile che la digestione di questi alimenti comporta il rilascio di prodotti secondari al catabolismo (volgarmente lo sminuzzamento dei nutrienti) decisamente acidi i quali POTREBBERO influenzare l’avvento di alcune patologie (tra cui il cancro) rendendo l’ambiente più predisposto alla formazione di cellule neoplastiche. MA QUESTA IPOTESI, AD OGGI, NON È SUPPORTATA DA STUDI SCIENTIFICI RIGOROSI E DAI RISULTATI STATISTICAMENTE SIGNIFICATIVI.

Ma allora? Perché questi alimenti sono oramai riconosciuti come effettivamente una possibile (e non principale) concausa dello scatenarsi di alcuni tumori e vengono eliminati in chi ne è già affetto? Direi semplicemente che un alimento non lo si può classificare esclusivamente sulla base del suo grado di pH. Con ogni probabilità è l’insieme dei nutrienti che compongono un alimento a renderlo più o meno funzionale nel poter contribuire all’avvento di una patologia o di un sintomo o alla loro risoluzione. Bisogna far attenzione agli studi di correlazione: se prendo in esame una classe di alimenti e con uno studio rigoroso dimostro che quella classe di alimenti riduce la probabilità di far venire l’acne, non ho la certezza che sia il grado di acidità di quella classe di alimenti ad avermi dato il risultato (anche se avessero in comune un pH comparabile tra loro), magari è la presenza di qualche altro componente. Gli alimenti sono composti da tanti nutrienti (micro e macro nutrienti). Approfondire questo argomento al giorno d’oggi sarebbe di grande interesse e certamente lo si sta facendo, ma dubito che questo sia stato il caso di quel Nobel del 1931 (senza nulla togliere al prezioso contributo del Prof. Otto Warburg).

A tal proposito suggerisco di leggere il documento dell’ AIRC (Associazione Italiana Ricerca sul Cancro).

L'Autore Federica Sanges

Biologa Nutrizionista con oltre 15 anni di esperienza, Ex. Serie A di Basket Femminile. Appassionata di Sport e di Alimentazione.

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