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ZUCCHERO: FA MALE?

Lo zucchero fa male? Cerchiamo di capirlo insieme attraverso una valutazione dei vari tipi di zucchero.

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Quando si parla di zucchero si intende in modo errato la categoria degli zuccheri semplici. In realtà la corretta terminologia vuole che zuccheri-glucidi-carboidrati siano sinonimi ai quali va associata la descrizione della tipologia di zucchero al quale ci si riferisce: semplice (mono o disaccaridi presenti ad es. nella frutta) o composto (polisaccaridi presenti ad es. nella pasta). In questo articolo ti racconterò qualcosa a proposito dello zucchero semplice cercando di spiegarti in quali quantità fa male alla salute.

Nel formulare le proposte alimentari per le persone che quotidianamente accolgo nel mio ambulatorio, mi sono resa conto di prescrivere a tanti di loro lo zucchero integrale di canna, chiaramente nelle quantità adeguate. Nel tempo ho compreso che c'è una confusione tra zucchero bianco, zucchero di canna e zucchero integrale di canna:

  • Lo zucchero bianco deriva dalla barbabietola ed è raffinato attraverso 18 processi di lavorazione.
  • Lo zucchero di canna deriva dalla canna da zucchero ed è ugualmente raffinato, ma mantiene una parte di melassa che gli conferisce la tipica colorazione marroncina. Apporta la medesima quota calorica per unità di peso del bianco e contiene la stessa qualità di nutrienti  (con la melassa che è molto ricca in sostanze nutritive).
  • Lo zucchero integrale di canna è meno calorico degli altri due e contiene molti micronutrienti quali enzimi, vitamine del gruppo B e minerali.

La questione della quantità di zuccheri semplici da poter consumare nell’arco della giornata ha attirato l’attenzione della comunità scientifica e dell’industria alimentare quando nel 2015 l’OMS pubblicò questo documento:

http://apps.who.int/iris/bitstream/10665/149782/1/9789241549028_eng.pdf?ua=1

All’interno del quale, a pg. 16, è riportato:

Nel formulare le proposte alimentare per le persone che quotidianamente accolgo nel mio ambulatorio, mi sono resa conto di prescrivere a tanti di loro lo zucchero di canna, chiaramente nelle quantità adeguate. 

La questione della quantità di zuccheri semplici da poter consumare nell’arco della giornata ha attirato l’attenzione della comunità scientifica (e dell’industria alimentare) quando nel 2015 l’OMS pubblicò questo documento:

http://apps.who.int/iris/bitstream/10665/149782/1/9789241549028_eng.pdf?ua=1

All’interno del quale, a pg. 16, è riportato:


Recommendations and remarks

• WHO recommends a reduced intake of free sugars throughout the lifecourse (strong recommendation1).

• In both adults and children, WHO recommends reducing the intake of free sugars to less than 10% of total energy intake2 (strong recommendation).

• WHO suggests a further reduction of the intake of free sugars to below 5% of total energy intake (conditional recommendation3).

 

Il conto è presto fatto:

Un individuo che dovrebbe consumare 2000 calorie al giorno potrebbe assumerne 200 di zuccheri semplici, 100 se seguisse le indicazioni dell’OMS (5%). Prendendo in considerazione un bambino il cui fabbisogno calorico può oscillare tra le 1200-1500 calorie quotidiane le calorie in zuccheri semplici dovrebbero oscillare tra le 60 e le 75…praticamente 30-40 grammi di zuccheri…una banana ne contiene circa 20!

Chiaramente a tutto ciò è seguita una serie infinita di dibattiti tra gli appartenenti al mondo scientifico che, preoccupati per la salute del prossimo, hanno puntato il dito sugli alimenti troppo spesso consumati dalla nostra prole, molto ricchi in zuccheri semplici e molto poveri in nutrienti sani (bibite zuccherate, merendine e junk food dell’industria dolciaria). Altrettanto chiaramente, poi, l’industria alimentare produttrice di questi alimenti si è ribellata promuovendo il consumo di zucchero semplice come “tutto sommato non troppo dannoso” sulla base scientifica del nulla. 

All’ultimo G8 l’Italia si è mostrata particolarmente aggressiva nei confronti del documento dell’OMS dichiarando il range 5 massimo 10% del totale calorico giornaliero di zuccheri semplici “decisamente esagerato in difetto”…peccato che a muovere queste obiezioni fosse un amministratore delegato della Ferrero…a proposito di deontologia e conflitto di interessi, …ma!!!!

Tornando alla descrizione dello zucchero, visto che bisognerebbe assumerne poco, sarebbe opportuno assumere quello integrale di canna visto che il raffinato (sia bianco che di canna)  aumenta notevolmente la probabilità dell’insorgenza delle patologie legate al consumo di questo nutriente. Inoltre in alcuni casi è presente un colorante usato per conferire allo zucchero bianco un'aspetto simile a quello di canna. Controlla bene che non sia presente la sigla E150a, E150c, E150d tra i componenti dello zucchero perché in questo caso sarebbe tutt'altro che integrale, ma raffinato e poi ricolorato! 

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 Il conto è presto fatto:

Un individuo che dovrebbe consumare 2000 calorie al giorno potrebbe assumerne 200 di zuccheri semplici, 100 calorie se seguisse le indicazioni dell’OMS (5%). Prendendo in considerazione un bambino il cui fabbisogno calorico può oscillare tra le 1200-1500 calorie quotidiane le calorie in zuccheri semplici dovrebbero oscillare tra le 60 e le 75…praticamente 30-40 grammi di zuccheri…una banana ne contiene circa 20!

Chiaramente a tutto ciò è seguita una serie infinita di dibattiti tra gli appartenenti al mondo scientifico che, preoccupati per la salute del prossimo, hanno puntato il dito sugli alimenti troppo spesso consumati dalla nostra prole, molto ricchi in zuccheri semplici e molto poveri in nutrienti sani (bibite zuccherate, merendine e junk food dell’industria dolciaria). Altrettanto chiaramente, poi, l’industria alimentare produttrice di questi alimenti si è ribellata promuovendo il consumo di zucchero semplice come “tutto sommato non troppo dannoso” sulla base scientifica del nulla. 

All’ultimo G8 l’Italia si è mostrata particolarmente aggressiva nei confronti del documento dell’OMS dichiarando il range 5 massimo 10% del totale calorico giornaliero di zuccheri semplici “decisamente esagerato in difetto”…peccato che a muovere queste obiezioni fosse un amministratore delegato della Ferrero…a proposito di deontologia e conflitto di interessi, …ma!!!!

Tornando alla descrizione dello zucchero, visto che bisognerebbe assumerne poco, sarebbe opportuno assumere quello grezzo di canna visto che il raffinato aumenta notevolmente la probabilità dell’insorgenza delle patologie legate al consumo di questo nutriente. Eccoci all’inganno: gran parte dello zucchero che ci viene spacciato per “zucchero di canna” in realtà è zucchero raffinato (quindi bianco) successivamente caramellato. Ancora più dannoso di quello bianco. Nel prossimo post troverai il video per comprendere come riconoscere il reale zucchero grezzo di canna e distinguerlo da quello caramellato.

L'Autore Federica Sanges

Biologa Nutrizionista con oltre 15 anni di esperienza, Ex. Serie A di Basket Femminile. Appassionata di Sport e di Alimentazione.

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